Gli avverbi più e meno che accompagnano il verbo piacere non formano un comparativo, perché non sono uniti a un aggettivo, ma sono comunque seguiti da un secondo termine di paragone: "Il cinema mi piace più della televisione". In questi casi, quindi, tali avverbi sono autonomi e possono richiedere sia la preposizione di sia la congiunzione che. Se il secondo termine di paragone è un nome o un pronome si possono usare entrambe: "Il cinema mi piace più della televisione" / "Il cinema mi piace più che la televisione". Il che è più comune se il secondo termine di paragone è anticipato: "Più che la televisione mi piace il cinema", oppure se il primo termine di paragone è posto dopo il verbo: "Mi piace il cinema più che la / della televisione". La differenza tra le due forme è che la preposizione costruisce il secondo termine di paragone come un sintagma (complemento di paragone): il cinema mi piace / più della televisione; la congiunzione, invece, lo costruisce come una proposizione (proposizione comparativa): più che (mi piace) la televisione / mi piace il cinema, oppure mi piace il cinema / più che (mi piace) la televisione.
Per questo motivo, se il secondo termine di paragone è una proposizione, o anche soltanto un infinito verbale, il secondo termine di paragone è senz'altro introdotto da che: "Mi piace andare al cinema più che guardare la televisione", "Mi piace sciare più che nuotare". 
Fabio Ruggiano