Nella frase c'è una proposizione principale (di tipo interrogativo), "quando sarà felice", e una subordinata condizionale di primo grado, "se lei non è felice". Le due proposizioni, insieme, formano un periodo ipotetico, nel quale la proposizione interrogativa rappresenta l'apodosi (cioè la conseguenza) e la proposizione condizionale la protasi (cioè la premessa).
Il dubbio può essere provocato dalla presenza, all'inizio della principale, del connettivo quando, che, in questo caso, non è una congiunzione temporale (che introduce una subordinata temporale), bensì un avverbio interrogativo. Il dubbio è favorito anche dalla mancanza del punto interrogativo, che faciliterebbe l'interpretazione interrogativa della proposizione "quando sarà felice?".
C'è da dire che quando con funzione di avverbio interrogativo può introdurre anche una proposizione interrogativa indiretta, per esempio: "Non so quando arriverò". In questo caso la proposizione interrogativa è subordinata e il punto interrogativo non è richiesto.

Fabio Ruggiano