I sinonimi perfetti non esistono, in nessuna lingua. E dunque, anche in questo caso, i due termini sono intercambiabili al 90% ma non al 100%. Probabile (dal lat. probare 'provare') è ciò che potrebbe avere argomenti a favore ma è privo di certezza assoluta. Possibile (dal lat. posse 'potere') è ciò che può esistere, ma non è detto che esista. Dunque, di un fatto si può dire tanto che sia probabile quanto che sia possibile, mentre per un'opinione è più appropriato probabile di possibile. Inoltre, probabile può essere graduato, mentre possibile tende a rifiutare le gradazioni: "è molto/poco probabile che io perda il treno" (ma non si può dire "è molto/poco possibile", posso solo dire: "è possibile che io perda il treno"). La differenza tra i due aggettivi risulta più evidente dai loro contrari: improbabile e impossibile (e anche dalle espressioni "non è probabile", "non è possibile"): il primo rende l'idea dell'eventualità che qualcosa accada oppure no (anche se propende per il no), mentre il secondo esclude assolutamente ogni eventualità che qualcosa possa accadere. Inoltre, possibile può essere usato come rafforzativo in espressioni come: "arriverò il prima possibile", "il miglior prezzo possibile" ecc. (espressioni inesistenti, anzi impossibili... con probabile). In sostanza, possibile ha una gamma di significati e usi più estesa di quella di probabile.
La consultazione di un buon vocabolario (non dei sinonimi), con l'esame attento di tutti gli esempi riportati per entrambi gli aggettivi (probabile e possibile), fa comprendere meglio, significato per significato, tutte le sottili differenze tra i due termini, che sono più numerose di quelle che io ho cercato qui di riassumere e schematizzare. È molto importante leggere gli esempi dei vocabolari, e non limitarsi alle definizioni, perché spesso la differenza tra parole quasi-sinonime non risulta tanto dalla definizione, quanto dalle frasi e dai contesti d'uso in cui quella parola, ma non un'altra, può essere impiegata.

Fabio Rossi