​Il pronome ne può essere usato con funzione coreferenziale (cioè per riprendere un referente introdotto precedentemente, o per anticiparlo) al pari degli altri pronomi atoni e con gli stessi accorgimenti. Nel caso di referente molto lontano o confondibile, cioè, bisogna preferire coesivi più espliciti. Nella seguente frase, ad esempio, il pronome atono lo è ambiguo, perché può rimandare tanto a Mario quanto a il suo cane: "Ho incontrato Mario a spasso con il suo cane. L'ho trovato, come sempre, molto simpatico".
Rispetto ai pronomi atoni diretti, inoltre, ne, non essendo marcato nel genere e nel numero, deve essere usato con particolare cautela, per evitare fraintendimenti. Nella sua frase, ad esempio, il rimando di ne a lettera è ricavabile solamente grazie al verbo lesse; se sostituissimo tale verbo con uno dal significato più generico, il rimando sarebbe ambiguo: "Tizio ricevette una lettera e strappò la busta mentre versava dita di cognac nel bicchiere che stringeva tra le mani. Non se ne sarebbe separato per ore" (dalla lettera, dal bicchiere o dal cognac?).
Per quanto riguarda l'accordo di ne con il participio passato dei verbi transitivi, bisogna ricordare che l'obbligo riguarda i pronomi lolalile, che rappresentano i complementi oggetti di verbi: "Hai visto Maria? No, non l'ho (= la ho) vista". Il pronome ne, invece, presuppone un complemento oggetto esterno, ed è con questo che il participio passato può concordare o no. Nella sua frase, per esempio, il participio passato può rimanere invariabile (letto) oppure concordare con pagine (lette), non certo con ne. Lo stesso vale nel caso in cui il complemento oggetto sia rappresentato da un pronome indefinito o un numerale: "Ho comprato una scorta di riviste e ne ho già letto / lette molte", "Ho comprato tre libri e ne ho letto / letti due".  
Fabio Ruggiano