​Si tratta di un costrutto difficile da inquadrare nella tassonomia sintattica tradizionale; l'analisi qui proposta, pertanto, deve essere considerata una di diverse possibilità. La prima parte del periodo (C'è da dire) è costruita con un c'è presentativo, che serve a introdurre un'informazione nuova nel discorso, seguito da una proposizione introdotta da da interpretabile come relativa implicita passiva, o meglio pseudorelativa, come quella impiegata nelle frasi scisse implicite (per le quali la invito a leggere anche la risposta numero 2800241 dell'archivio di DICO), oppure come soggettiva. Quando il costrutto presenta un antecedente, l'interpretazione pseudorelativa è molto più plausibile di quella soggettiva, ma nello stesso tempo l'antecedente della pseudorelativa è anche il soggetto di c'è; per esempio c'è qualcosa da dire = qualcosa (soggetto di c'è e antecedente della pseudorelativa) c'è che deve essere detto. Nel suo esempio, la proposizione che è stato importante sarebbe proprio l'antecedente della proposizione pseudorelativa, quindi anche il soggetto (ovvero una proposizione soggettiva) di c'è: "C'è da dire che è stato importante" = "Che è stato importante c'è che deve essere detto". 
Fabio Ruggiano