Per quanto riguarda la prima frase, l'interpretazione più immediata, e probabilmente quella più aderente all'intento dell'emittente, è di complemento di vantaggio: 'il libro è un regalo che avvantaggia la città'. Per la città potrebbe essere un complemento di limitazione in un contesto (o meglio co-testo, perché si tratta di un ampliamento della stessa frase) del genere: "Il libro è un regalo per la città, ma un danno per la nazione"; in questo caso, per la città prenderebbe, appunto, il significato di 'limitatamente alla città'.
Anche per gentilezza o per piacere devono essere valutati in relazione al co-testo, considerando, in questo caso, la forte cristallizzazione delle espressioni: in una frase come "Te lo chiedo per piacere" è ancora attivo il valore di complemento del sintagma; tale complemento si può identificare come di fine ('ti chiedo di fare ciò perché tu mi faccia un piacere') o di predicativo dell'oggetto ('ti chiedo di fare ciò come / in qualità di piacere'). Diversamente, in una frase come "Per piacere, smettila", lo stesso sintagma ha una funzione quasi del tutto assimilabile a un'interiezione, quindi a un complemento esclamativo, nella quale si scorge una sottile sfumatura finale ('smettila per farmi un piacere'). Infine, quando l'espressione è usata da sola ("Per piacere!"), per manifestare disappunto o fastidio, il valore di fine si perde del tutto, in favore della funzione esclamativa.
Fabio Ruggiano