Cominciamo col dire che oggi le due forme sono del tutto equivalenti sul piano diafasico, ovvero entrambe sono perfettamente adatte sia al registro formale, sia a quello informale. E lo stesso valga per le analoghe coppie buon giorno / buongiorno, buona notte / buonanotte.

Sicuramente, visto che le forme univerbate nascono da quelle staccate, cioè dalle locuzioni buona sera ecc., è chiaro che oggi le forme staccate siano meno frequenti e d’origine più antica, pertanto abbiano un sapore più ricercato (staserei per dire lezioso, in certi casi).

I dizionari di solito non prendono posizione: per es. né il Gradit di De Mauro (gratuitamente consultabile nel sito del periodico Internazionale.it) né il Sabatini Coletti (gratuitamente consultabile nel sito del Corriere della sera) distinguono tra le due forme, riportate come del tutto equivalenti.

Il Treccani, invece (treccani.it), sostiene che le forme staccate (buona sera ecc.) siano più comuni di quelle univerbate, benché questa valutazione sia smentita dai corpora (come vedremo tra un attimo). Ho il sospetto che, come spesso accade, il tendenziale purismo del vocabolario Treccani dica “più com.” laddove vorrebbe invece dire “più elegante perché più antico e raro”.

E veniamo ai corpora. Grazie alla preziosa funzione di calcolo delle frequenze agganciata a Google libri, denominata N-Gram Viewer (liberamente accessibile in https://books.google.com/ngrams) possiamo appurare quanto segue:

- buonasera sorpassa le frequenze di buona sera nel 1973, e da lì in poi l’impennata della prima forma è progressiva rispetto alla caduta della seconda forma;

- analogamente per buonanotte e buona notte (il sorpasso della prima forma inizia nel 1992) e per buongiorno e buon giorno (il sorpasso della prima forma inizia nel 1961). I dati sono ricavati dall’immensa mole di testi presenti in tutto Google libri dal 1500 al 2019.

Insomma, le forme staccate buona sera, buona notte e buon giorno sono destinate a scomparire, così come sono scomparse per che, per ciò, sopra tutto ecc. Il suggerimento è di usare, in tutti i contesti, le forme univerbate, per evitare di esporci alla critica di essere troppo retrogradi.

Fabio Rossi