L’unica forma inequivocabilmente corretta del periodo è la seguente: “ho preferito darti il mio regalo ora, nel caso in cui non ci vedessimo più”. Si tratta di un periodo ipotetico che ha, come protasi, una relativa impropria con valore ipotetico. Cioè è come se fosse: “se non ci vedessimo più, di do il mio regalo ora”. Come si comprende dalla riscrittura, non si può usare il condizionale nella protasi del periodo ipotetico: “se non ci saremmo viste più, ti do il mio regalo ora”.

Il suo dubbio è però del tutto legittimo, come tutti i dubbi dei parlanti sugli usi reali, ed è motivato da due ragioni:

1) perché il condizionale passato si usa per esprimere il futuro nel passato;

2) perché la frase ha un valore di eventualità (non sono sicuro di rivederti oppure no).

La soluzione del primo dubbio è semplice: non si tratta di futuro nel passato, infatti l’ipotetica non deriva dal passato ho preferito, bensì dal presente darti ora (come ribadisce l’avverbio ora). Sarebbe un futuro nel passato se fosse: “pensai che non ci saremmo più viste”.

La soluzione del secondo dubbio è altrettanto semplice: nella protasi del periodo ipotetico l’eventualità è espressa dal congiuntivo e non dal condizionale (che invece si usa nella sola apodosi, se occorre).

Una terza possibilità, al trapassato congiuntivo (“ho preferito darti il mio regalo ora, nel caso in cui non ci fossimo più viste”), sarebbe parimenti errata, perché in questo caso non si tratta di passato nel passato (non è dal passato “ho preferito” che dipende la protasi) ma di un eventuale futuro rispetto all’ora (cioè il presente) in cui ti do il mio regalo.

 

Fabio Rossi