Ciò che dipende da "volevo sapere se" o "vorrei sapere se" è un'interrogativa indiretta, e non un'ipotetica. In via teorica, pertanto, il condizionale sarebbe possibile, anche se spesso equivoco, specialmente se in dipendenza da un altro condizionale ("vorrei sapere se"). L'equivocità dipende sia dalla prossimità di questo costrutto con quello del periodo ipotetico (in cui il condizionale dopo se è errato), sia dalla possibile confusione con l'uso del condizionale passato per esprimere il futuro nel passato ("non sapevo se sarebbe venuto o no"), sia, ancora, dal fatto che l'eventualità può essere espressa anche dal congiuntivo, e non solo dal condizionale. Pertanto, di fatto, anche se una frase come "Vorrei/volevo sapere se sarebbe possibile ricevere il tuo aiuto” è possibile, sarebbe meglio sostituirla con: “Vorrei/volevo sapere se fosse possibile ricevere il tuo aiuto”.
Il condizionale diventa invece preferibile in espressioni negative quali: "non so se ti aiuterei", "mi chiedevo se ti aiuterei", o "non sapevo se ti avrei aiutato", In quest'ultimo caso, tuttavia, l'interpretazione del condizionale passato sarebbe decisamente quella di futuro nel passato: all'epoca in cui me lo chiedevo (cioè non lo sapevo) non ti avevo ancora aiutato (o meno).
Sulla ricchissima casistica degli usi del condizionale e del congiuntivo può utilmente consultare il nostro archivio delle risposte di DICO, cercando le voci congiuntivo, condizionale, periodo ipotetico, interrogativa indiretta ecc.

Fabio Rossi